Articolo scritto da Laura Torretta
Il nome del grande scultore Antonio Canova, attivo tra gli ultimi decenni del '700 e i primi del secolo successivo, rarissimamente appare sui circuiti del mercato dell'arte , sia a livello internazionale che interno . Alcune celebri creazioni dell'artista ,ritenuto uno dei maggiori esponenti del neoclassicismo europeo , arricchiscono i più importanti musei del mondo, altre sono gelosamente conservate in raccolte private e i legittimi possessori non se ne separano volentieri , neppure per prestarle temporaneamente agli ideatori di mostre e manifestazioni pubbliche sull'arte plastica che desidererebbero esporle .
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| GESSO PREPARATORIO PER ADONE E VENERE cm.185 x80 x 60 Venduto a Milano il 20 ottobre 1999 da Finarte |
Tra i committenti del Canova , che compì i primi studi tra Asolo e Venezia e influenzò notevolmente la scultura del suo tempo, figurano papi e imperatori. Non ancora trentenne, nel 1873 eseguì il monumento a Clemente XIV (Roma, Basilica dei Santi Apostoli), nove anni dopo ultimava quello (Roma, San Pietro ) per Clemente XIII lavorando contemporaneamente ad Amore e Psiche (Parigi, Louvre) ; nel 1802 iniziava la statua-ritratto di Napoleone in veste di Marte pacificatore per dedicarsi nel 1805 alla famosa opera , ora alla Galleria Borghese di Roma , raffigurante Paolina Borghese e culminare nel 1816 nelle due versioni in marmo di Le Tre Grazie , il capolavoro canoviano per eccellenza . Poco più di un mese fa ha destato dunque non poca sensazione la notizia che sul mercato italiano erano disponibili addirittura due lavori del Canova, l'uno, il bozzetto in terracotta Le Tre Grazie , da ammirare fino all'11 dicembre a Torino negli spazi della galleria Antichi Maestri Pittori (Via Andrea Doria 19/A) , l'altro a Milano nel salone di vendita di Finarte (Via dei Bossi 2).
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BOZZETTO IN TERRACOTTA
LE TRE GRAZIE |
Per quanto riguarda questa seconda opera, un gesso preparatorio , già nella collezione veneziana Falier, del celebre Adone e Venere custodito nella biblioteca di Villa Eaux - Vives a Ginevra, la casa d'aste ipotizzava una valutazione di 500-600 milioni di lire : in effetti , nell'incanto battuto il 20 ottobre è stata aggiudicata per quasi il doppio, spuntando , con la quotazione di 1 miliardo e 161 milioni di lire , il prezzo più alto mai pagato in Italia per una scultura. Ma l'anonimo collezionista milanese che ha vinto la gara dovrà attendere ancora diverse settimane prima di poterne disporre , dato che il gruppo era stato notificato e lo Stato italiano ha la facoltà , entro 60 giorni , di esercitare il diritto di prelazione assegnandolo a un'istituzione museale.